Cristina Donà

Cristina Donà

O, l’incontenibile forza della semplicità

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Sabato 11 Novembre è stata ospite del solito locus amenus una cantautrice che, insieme a Paolo Benvegnù (ve ne abbiamo parlato qui, ndr), ritengo sia una delle più sottovalutate realtà musicali del Belpaese. Dopo 20 anni di carriera Cristina Donà è in splendida forma ed entusiasta di promuovere il nuovo album che coniuga passato e futuro, attraverso le nuove leve del panorama italiano. La nota interessante infatti è che la cantautrice ha programmato il tour affidando le aperture proprio ai dieci musicisti che hanno partecipato al nuovo album “Tregua 1997-2017 Stelle buone”, reinterpretando e rielaborando i suoi brani d’esordio. Tra i tanti artisti coinvolti segnaliamo anche i Blindur, ascoltati qui a Febbraio di quest’anno (ve ne abbiamo parlato qui, ndr) e Birthh, giovane cantautrice passata anche lei da queste parti il giorno di Natale dell’anno scorso.

L’apertura di ogni esibizione è stata quindi affidata ad un artista diverso e per l’OFF l’incombenza è toccata a Sara Loreni, che si presenta sul palco con la sua Loop Station e accompagnata da un bassista. Propone qualche pezzo del suo repertorio e “Labirinto”, una cover proprio della Donà che, per l’occasione, partecipa al duetto. La voce della Loreni è certamente particolare, fa leva tanto sui vocalizzi quanto sui toni meno brillanti e più cupi, mentre lo stile spazia dal cantautorato al pop. I pezzi sono costruiti con discreto gusto tramite sovrapposizioni di campionature di ritmi e, talvolta, della sua stessa voce. Alla fine Sara Loreni porta a casa un’esibizione onesta, senza infamia né lode ma in cui ha potuto mettere in mostra le proprie doti vocali. Certamente i brani non hanno brillato per originalità, ciononostante le impressioni sono che la ragazza abbia del potenziale e che in futuro potrebbe essere un’interessante rivelazione.

Giusto una decina di minuti e un sottofondo onirico accompagna sul palco la protagonista della serata e la sua band composta da basso, chitarra elettrica, batteria, tastiera e fiati. L’attacco è il sanguigno pestare dei tamburi di “ho sempre me”, primo brano del primo album del quale l’artista ha scelto di ripercorrerli tutti, in ordine, fino all’ultimo. Il gruppo è formato da professionisti di alto livello sia tecnicamente che dal punto di vista della sensibilità musicale e il sodalizio artistico con la Donà ha il sapore di una lunga e sincera amicizia. Dopo l’intero album, i musicisti si prendono una pausa di qualche minuto prima di rientrare per il bis, nel quale ripropongono, tra i tanti, “dove sei tu” e la conclusiva “goccia”.

Cristina Donà @ OFF Modena - photo credits - Francesco Boni - fboni.it

Cristina Donà @ OFF Modena – photo credits – Francesco Boni – fboni.it

Trovo molto difficile descrivere con efficacia l’esibizione di Cristina Donà ma consiglio a tutti, almeno una volta, di assistere ad un suo concerto perché avreste di fronte una musicista vera, che si nutre di musica e che assume una dimensione quasi eterea sul palco nonostante la sua semplicità. Le rivisitazioni hanno un buon valore aggiunto che, sommato alla bellezza dei pezzi originali, riescono a regalare alle esecuzioni una nuova veste di freschezza che non teme il passare del tempo.

In conclusione, ci sono aspetti dell’esistenza oscuri e, almeno per il momento, inspiegabili come l’eterna inconciliabilità tra i sessi o l’incompatibilità tra meccanica quantistica e relatività generale. A questi aggiungo anche l’esiguo risalto che Cristina Donà ha ricevuto in 20 anni di carriera. Potrei comprendere una situazione del genere se il panorama Italiano fosse saturo di talenti puri e di cantautori ispirati ma sappiamo bene che così non è. Quindi, a maggior ragione, non trovo un senso al fatto che una tale forza della natura sia stata sottovalutata e sia rimasta quasi in sordina visto il suo spessore artistico e le sue indiscutibili qualità.

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