Energy Way: la testa in Silicon Valley ma il cuore a Modena

Energy Way: la testa in Silicon Valley ma il cuore a Modena

Dall’efficientamento energetico al data-management, la storia della start-up modenese simbolo dell'innovazione made in Italy

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Ormai a pieno titolo tra le start-up italiane piu’ innovative nel campo dell’efficientamento energetico e della gestione dei big-data, Energy Way, la giovane azienda #madeinModena continua a brillare. E soprattutto a correre.  Al ritmo impressionante di premi nazionali e collaborazioni con alcune tra le aziende più prestigiose d’Italia, i ragazzi di Energy Way hanno decisamente messo il turbo e, se possibile, accelerato ancora.

Ma i riconoscimenti c’entrano poco. Certo, il talento c’è e lo hanno già notato in molti: solo nel 2016 i premi StartUp Innovative, Climate KIC Italia 2016 con finale europea ed il premio ricerca Canada-Italia. Poi la ‘chicca’ dell’invito in Silicon Valley, dove il responsabile R&D dell’azienda – Giovanni Anceschi, 27 anni, anima rock e tanta passione per gli algoritmi – è andato a rappresentare il meglio dell’innovazione made in Italy.

Tuttavia nella sede dell’azienda, presso lo storico Istituto delle Suore della Provvidenza in centro a Modena, qualcosa è cambiato. Se fino a poco tempo fa riuscivano a programmarsi nel lavoro solo mese per mese, ora i progetti sono decisamente a lungo termine. E, non a caso, adesso sta maturando una visione nuova. “Entro tre anni vogliamo essere i riferimenti italiani del data-management”, dice il Ceo e fondatore Fabio Ferrari tra una citazione di Olivetti e una dei Pink Floyd. E c’è da credergli. Anche se nemmeno lui lo avrebbe immaginato. E se glielo avessi raccontato di persona quindici anni fa – magari in una di quelle sere in cui stavamo insieme all’Irish pub tra una chitarra, una cover di Syd Barrett e qualche birra – non ci avrebbe mai creduto.

Ma le armonie psichedeliche di Gilmour e soci hanno lasciato il segno. Ricerca, innovazione, attenzione spasmodica per il dettaglio che conta. ‘Ignoranza creativa’, direbbe il guru dell’innovazione Piero Formica. “A volte – continua Fabio – prendiamo strade che potrebbero sembrare assurde, ma che poi si rivelano giuste: la nostra potrebbe chiamarsi ‘sartoria del data-management”.

“Ma cosa fate esattamente?”. Fabio è anni ormai che prova a spiegarmelo, ma ancora non mi ci raccapezzo.  “Raccogliamo dati, li analizziamo, li fotografiamo e troviamo il ‘fine tuning’. Cioè la perfetta sintonia delle variabili che permette di raggiungere l’obiettivo prefissato”.
Il data-management è considerato il nuovo ‘trend’ per il futuro dei Big Data. Consente di lavorare con grandi quantità di variabili, rendendo comprensibili e accessibili data-base di qualità in modo da trovare soluzioni ottimali per raggiungere gli obiettivi di business. Un processo che ha analogie con l’arte e con la musica: la gestione di dati è come il lavoro di un mixer, che fonde insieme diversi strumenti, connettendoli e creando un suono nuovo. In pratica, se sei un’azienda e vuoi risparmiare energia senza fare investimenti puoi comunque ottimizzare i processi interni: Energy Way ha prodotti, idee e brevetti depositati che permettono sia di risparmiare energia che di migliorarne l’utilizzo.

Il processo di lavoro di energy way sui big-data

Il processo di lavoro di energy way sui big-data

La storia di Energy Way ormai è nota e ha già gli ingredienti classici del successo nostrano. Una passione coltivata a lungo, un’idea maturata 3 anni fa e oggi una realtà che conta 19 tra economisti, matematici, ingegneri informatici ed energetici. Sede: un ex-istituto di suore, perfetto per una riedizione moderna dei Blues Brothers. Età media: 27 anni. Con Fabio a fare da ‘agitatore di talenti’ che la fortuna – ma noi crediamo poco ai modelli stocastici – gli ha permesso di incontrare sul suo percorso. “Sono partito da solo – continua citando un altro Ferrari, il mitico ‘Enzo’ – ci credevo tantissimo e avevo voglia solo di esprimere me stesso. Ma sono le persone che ho incontrato la mia fortuna. Le persone fanno tutto”.

Persone incontrate magari come ai vecchi tempi all’Irish di via Gallucci (ma ora Fabio ha tre figlie e il tempo è molto meno!) o alle Università di Modena e Reggio e Bologna. Oppure in qualche caso rientrate dall’estero per lavorare da Energy Way, dove i cervelli non scappano, ma tornano per stabilirsi qui, in Emilia Romagna. Che non a caso è terra fertile per le start-up innovative: più di cinquecento in Regione (al secondo posto dopo la Lombardia), di cui 134 startup nella nostra provincia, sesta in Italia e di un passo dietro Bologna.

Certo, non esiste una ricetta emiliana dell’innovazione. Ma un’ottima università, istituzioni attente, banche e aziende del territorio pragmatiche e lungimiranti aiutano.  Così quella della start-up modenese è anche una storia di connessioni e legami con il territorio, dai tre dottorati di ricerca che Energy Way ha recentemente finanziato, fino al bellissimo progetto con le scuole di Maranello. Qui il giovane Sindaco Max Morini ha accettato la sfida degli ingegneri di Energy Way e ha promosso il loro progetto #Alloraspengo.  Le classi seconde delle scuole medie di Maranello vengono formate sul risparmio energetico: i ragazzi stanno imparando cosa significa risparmiare energia e come partecipare attivamente al risparmio. Soldi risparmiati per la scuola e reinvestiti in altre attività. Tutto finanziato attraverso una raccolta fondi e una piattaforma di crowdfunding.

Così la storia di questa start-up continua. La seguiremo. La seguirò personalmente, con l’orgoglio di chi l’ha vista in parte prendere forma qualche anno fa, in tempi forse più spensierati e sereni, ma non meno intensi e sfrontati di oggi. Dall’efficientamento energetico al data-management, il gruppo di donne e uomini di Energy Way studia con passione ogni giorno. Algoritmi, statistiche, big-data e fine tuning: ecco, le ‘parolacce’ del gruppo, dentro l’ex convitto delle suore di via Sant’Orsola a Modena. Ed eccoli allora, i nostri Blues Brothers del data-management. ‘Shine on’, Energy way!

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