Gli anni 90 rivivono all’EstatOff con il documentario sul leader dei Nirvana

Gli anni 90 rivivono all’EstatOff con il documentario sul leader dei Nirvana

Stasera si proietta Cobain: Montage of Heck di Brett Morgen

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Dopo la falsa partenza di giovedì scorso, la rassegna di cinema estivo “nel pratino” di EstatOff ci riprova con un documentario del 2015 – coproduzione HBO e Universal – che è stato un “caso” di critica e pubblico ma soprattutto di costume. Cobain: Montage of Heck è il primo documentario su Kurt, leader dei Nirvana ad avere il placet della famiglia della defunta rock star, potendo quindi avere a disposizione non solo le testimonianze ma anche un archivio sterminato fatto di video, foto di repertorio, note sparse, diari segreti, registrazioni. Un film che è, ad oggi, il miglior documentario su Cobain, sia dal punto di vista dell’immagine che restituisce del protagonista, sia da quello più prettamente cinematografico. La volontà di Morgen di uscire fuori dai modelli tradizionali del documentario biografico e associare alle attesissime interviste materiali di repertorio e il suo tentativo di rielaborare attraverso diversi linguaggi il cuore della personalità di Kurt Cobain, offrono una lettura personale ed emozionante del disagio interiore dell’artista. Fin dal titolo Montage of Heck (nome a sua volta di un collage musicale fatto da un giovanissimo Cobain con un registratore a cassette) vuole essere un’opera non lineare, una mosaico nel quale esplorare le varie facce del protagonista, mettendo a fuoco l’uomo, il marito, il figlio, la star, l’artista con materiali e linguaggi molto differenti tra loro. Vedere questo intenso documentario nella programmazione di EstatOFF è un’occasione irripetibile, soprattutto per il limitato passaggio in sala ricevuto all’uscita: un momento di cinema e musica unico nel suo genere.

La proiezione di stasera sarà introdotta da Attilio Palmieri – critico cinematografico e televisivo su Gli Spietati, Segno Cinema, Point Blank e Seriangolo, e dottorando in cinema e televisione presso l’Università di Bologna – insieme a Serena Fregni, giornalista di Gazzetta di Modena.

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