MECNA

MECNA

O, il coraggio delle proprie scelte

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Corrado Grilli, in arte MecNamara o, semplicemente, Mecna è ritenuto una delle nuove realtà più interessanti del panorama hip-hop anche se, vista l’età che porta, i trascorsi e le collaborazioni, non si tratta certamente di una new entry. Dopo un terzo album fonte di grandi soddisfazioni, tanto a livello di vendite quanto a livello di notorietà nell’ambiente, il rapper foggiano ha atteso solo un anno prima di pubblicare Blue Karaoke, stavolta con una Major, anche se ci tiene lui stesso a rassicurare che “cambio etichetta ma non cambio testa”.

Così, in occasione del 10° compleanno dell’associazione Stòff (ve ne abbiamo parlato in questo articolo), alle 22.15 Mecna sale in cattedra per quella che sarà la quarta data del tour iniziato a settembre. L’allestimento voluto sul palco è molto suggestivo e minimale al tempo stesso: sullo sfondo primeggia la scritta-logo del nuovo album, come se fosse il titolo della serata in un club d’altri tempi, sotto alla quale Lvnar e Iamseife mettono le basi. In primo piano invece c’è un’installazione di 8 lampade in stile vintage che creano atmosfere e suggestivi giochi di luce volti a riprendere il clima old-style e il mood “blue” che caratterizza le liriche dell’artista.

Anche in questo nuovo capitolo spuntano nomi tutelari quali Fish alla produzione e la graditissima sorpresa di Godblesscomputers tra le collaborazioni.

L’apertura del concerto viene affidata al nuovo brano “Senza di me” e i circa 300 presenti accolgono l’artista con un trasporto davvero entusiasmante. Se dovessi stimare l’età media del pubblico direi senza dubbio a ridosso dei 30 e relativamente pochi compresi nella fascia tra i 20 e i 25, contrariamente a quanto mi sarei aspettato. In ogni caso il calore è sicuramente l’elemento principale a caratterizzare l’esibizione di questo 18 Ottobre.

Dal punto di vista tecnico e visto il genere sinceramente non me la sento di giudicare qualcosa che si fonda su basi campionate, drum-machine e auto-tune, motivo per cui mi limito a dire che il nuovo lavoro proposto è stato accolto quasi universalmente come un punto di rottura dal percorso tracciato in precedenza per una serie di motivi: innanzitutto a livello musicale, le sonorità virano con decisione verso l’elettronica e, mentre la lirica assume sempre più coscienza di se stessa, i ritornelli appaiono scritti con più sicurezza e disinvoltura. E con la stessa spontaneità Mecna prosegue lo show pescando qua e là dai propri lavori e proponendo, non in questo ordine, “nonostante sia”, “Labirinto”, “Taxi”, “Ottobre rosso”, “31/07”, “31/08” e la nuova “31/09” a chiusura del ciclo.


Per concludere, l’impressione è quella di un ragazzo che si è scrollato di dosso parecchie insicurezze e che ha avuto il coraggio di prendere alcune decisioni importanti e non facili riguardo la propria direzione artistica. Anche l’atteggiamento sul palco risulta sicuro di sé, disinvolto e a proprio agio nel creare un dialogo con la platea, cioè uno dei traguardi per ogni musicista e conditio sine qua non in questo genere.

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