Pop X

Pop X

O, l’arte del non prendersi sul serio

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Giovedì 1 Giugno è iniziata la rassegna estiva di musica dal vivo dell’estatOFF e ad aprire è toccato ai Pop X.
Per chi non ne sapesse nulla, più che di un gruppo vero proprio, si tratta di un collettivo musicale originario di Trento che ruota attorno alla figura di Davide Panizza, il principale e quasi esclusivo scrittore e arrangiatore dei brani. La band, nonostante sia riuscita a pubblicare il primo album solo nel 2015, è attiva dal 2005 e l’anno scorso, dopo l’uscita del terzo album “Lesbianitij”, hanno raggiunto una discreta notorietà grazie anche alla stretta collaborazione con i Cani e con Calcutta.

POP X live @ estatOFF

Tornando a noi, appena iniziato il concerto, la prima impressione è stata quella di trovarmi ad una festa in spiaggia in cui gli animatori fossero sotto l’effetto di acido con una colonna sonora tra la dance a cassa dritta, le canzoni dell’estate e i canti popolari. Il primo pezzo proposto è stato “Cattolica”, tratto dal primo album e da quel momento sotto il palco si è scatenato un delirio durato praticamente fino alla fine.  Riguardo ciò, la cosa che mi ha colpito maggiormente è stato assistere ad una straordinaria eterogenia di pubblico, al punto da vedere nerd scatenarsi gomito a gomito con quelli attenti alle tendenze e raver cantare insieme a fighetti, come una sorta di grande e folle celebrazione con l’unico obiettivo di esserne partecipi.

 

Dal punto di vista musicale devo ammettere di sentirmi un po’ spiazzato, in quanto faccio fatica a descrivere una performance del genere; fondamentalmente si tratta di basi, sulle quali viene cantato quasi sempre in auto-tune, proposte con una presenza scenica in continuo movimento che è composta da visual, ballerini e teatranti, come una sorta di corte dei miracoli delirante sempre impegnata a coinvolgere la gente sotto il palco. I testi invece spaziano dalla provocazione a sfondo sessuale, ai giochi di parole spesso e volentieri sconfinando nel cantautoriale, in un clima generale in cui l’auto-ironia e la voglia di non prendersi sul serio sono tra i principi fondanti.  E tutto questo concitato tourbillon piace molto e sta facendo sempre più proseliti.

 

In conclusione, considerando l’attuale panorama musicale in cui chiunque venda qualche migliaio di dischi (o raggiunga l’equivalente in termini di visualizzazioni su YouTube) si sente già arrivato, per adesso i Pop X, nonostante le buone recensioni ottenute da alcune delle testate musicali più importanti, tra cui Rolling Stone e Rock.it, stanno mantenendo l’atteggiamento menefreghista e provocatorio dell’esordio di due anni fa. Sono anche dotati di un discreto seguito che, è innegabile, semplicemente li adorano senza farsi troppe domande. Per quando riguarda il valore oggettivo o lo spessore di questo progetto, rimangono parecchi interrogativi ma la cosa certa è che ad assistere ad un loro concerto, senza alcuna aspettativa, si rischia anche di divertirsi.

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