Pinuccio Sciola, le pietre raccontano

Pinuccio Sciola, le pietre raccontano

Sabato 12 maggio, a Fiorano Modenese, un pomeriggio per raccontare la storia del grande Scultore e del suo legame con la città.

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Sabato 12 maggio, a Fiorano Modenese, dalle 16 alle 21, il percorso Pinuccio Sciola, le pietre raccontano.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Fiorano Modenese, il circolo Nuraghe e la curatrice Giulia Caverni (nostra cara conoscenza). Il progetto coinvolge anche altre realtà che, affascinate dalla storia di Pinuccio, hanno deciso di collaborare: BABAU studio di Modena e il Nuovo Suono Hi-Fi, Tecnomec Borghi e Coem Cermica di Fiorano Modenese.

Due sono gli obiettivi di questo progetto: valorizzare le opere dell’artista già presenti nel territorio comunale dal 1998 e raccontare una Bella storia: la storia del grande Scultore e del suo legame con Fiorano Modenese.

Il pomeriggio inizierà alle ore 16, a Villa Cuoghi, presentazione da parte dell’amministrazione comunale. A seguire, inizio del  percorso per le vie di Fiorano Modenese alla ri-scoperta delle opere di Pinuccio Sciola, durante il quale vi sarà l’inaugurazione dei due murales ad opera degli artisti Collettivo Fx (ve ne abbiamo già parlato qui) e Andrea Casciu.
Il percorso con tanto di mappa alla mano, sarà accompagnato dalle poesie di Alberto Masala e Laura Solieri e dalle melodie di Luciano Bosi e Nicola Urrù.

Dalle 16 alle 21, presso il Teatro Astoria, verrà proiettato in loop, cioè a rotazione, un video reportage sul progetto della durata di 10 minuti.

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Ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata di approfondimento con Giulia e oggi, in attesa di goderci il percorso sabato pomeriggio, la condivido volentieri con voi.

 

Ciao Giulia, raccontami un po’… Qual è stato il percorso per arrivare a questa giornata?

Circa due anni fa, quello che sarebbe diventato il mio moroso mi parlò di un artista che, a detta sua, avrei assolutamente dovuto conoscere.
Ma come… Non conosci Pinuccio Sciola?
No.
Beh, te ne innamorerai
E così fu. Da allora, mi promisi che avrei contattato Pinuccio per organizzare qualcosa insieme; purtroppo non feci in tempo perché poco tempo dopo il maestro ci lasciò. Il pensiero è rimasto lì, in giro per la mia testa, così lo scorso autunno sono andata a bussare alla porta del comune di Fiorano chiedendo se fosse possibile organizzare qualcosa in sua memoria; sentivo il forte desiderio di raccontare la storia di Sciola, delle sue Pietre e volevo che si raccontasse per mezzo di artisti.

Avevi già in mente qualche artista in particolare?

Ho subito pensato a Collettivo FX; nel tempo si sono dimostrati custodi di storie preziosissime: basti pensare all’immenso lavoro alle Ex Officine Reggiane o al progetto Madonne dell’adesso. Parlando con loro è saltato fuori il nome di un altro grande artista, Andrea Casciu. Ho pensato “È perfetto!”. Attenzione però, perfetto non solo per le sue origini sarde ma per il suo approccio con lo scorrere del tempo: i suoi uomini barbuti hanno sul volto tutti i segni di questo tempo e negli occhi l’imperturbabile saggezza di chi il tempo lo ha vissuto. Ho visto una grande affinità tra i segni delle pietre di Sciola e i volti di Casciu. Guardando le foto del volto del maestro è come se lui fosse la pietra, come se ogni ruga, ogni corrugarsi della fronte, svelasse la forza di quella pietra.
Ho pensato alla street art perché ha ancora il grande dono di raccontare ai tanti che hanno voglia di sapere e anche perché si sposa benissimo con le scultura di Sciola: anche queste vivono all’aperto, per strada, tra la gente.

Non è un caso che lo stesso Sciola abbia sempre guardato ai murales “come una maniera immediata di coinvolgimento artistico”. Tanto che, nel pieno delle proteste giovanili del ’68, al ritorno da Parigi e dopo aver trascorso un anno in Spagna, incominciò a dare il bianco sui muri del suo paese, con l’aiuto di amici e concittadini. Quei muri, che avevano assorbito tutta la storia di un villaggio agricolo, anonimo, immobile per decenni, rappresentavano il supporto ideale per raccontare una nuova storia. I cosiddetti “Anni della calce” segnarono l’inizio della rivoluzione culturale, che trasformò San Sperate in un centro d’interesse per artisti e intellettuali. Fu un’operazione sociale, economica, politica, tale che questo singolare esperimento identitario ebbe risonanza in tutta Italia e all’estero.

Dal 1970 la pratica muralista si diffuse in Sardegna, e nel 1976 Pinuccio Sciola con l’intero Paese Museo, fu invitato a partecipare alla biennale di Venezia nella sezione “Ambiente come sociale“. La pittata per via Concordia inaugura così un feroce fervore culturale che dà una scossa al paese e alla Sardegna stessa, inaugurando così quella che ad oggi è una confermata tradizione: la figlia, Maria Sciola, continua a portare avanti questa pratica attraverso il festival delle arti visive Sant’Arte. Ma questa storia sarà raccontata anche da musicisti e poeti durante il pomeriggio di sabato. Ho coinvolto la scrittrice Laura Solieri perché trovo le sue poesie perturbanti, affascinati, come la raccolta Bosco85 con le opere dell’artista Andrea Chiesi. Una sincerità nuda e cruda quella di Solieri che ha donato al racconto su Pinuccio Sciola uno scatto prezioso.

Work in progress di Andrea Casciu

Work in progress di Andrea Casciu

 

Arriviamo al cuore di questo racconto, Pinuccio Sciola…

L’artista Sciola entra nelle viscere della terra per farne emergere l’estrema bellezza delle forme primordiali, spirali geometriche evocanti una simbologia pre-colombiana. Lo fa generando immagini visive-sonore tattili, scolpendo giorno dopo giorno la bellezza del mondo. Animo pulsante di un fermento artistico e culturale a cui ha dedicato un’intera vita, Pinuccio Sciola, nato nel paese di San Sperate in Sardegna porterà le sue opere in giro per il mondo.

Un percorso artistico che ha inizio con la vincita di una borsa di studio nel 1959 che gli permette di frequentare il liceo Artistico di Cagliari, l’Istituto d’Arte di Firenze a cui farà seguito l’Accademia Internazionale di Salisburgo dove segue i corsi di Minguzzi, Kokoschka, Vedova e Marcuse. Dopo il Liceo Artistico di Cagliari frequenta il Magistero d’arte di Firenze e, dal 1965, l’Accademia Internazionale di Salisburgo dove segue i corsi di Kokoscha, Kirchner, Vedova e Marcuse. In questo stesso periodo compie viaggi studio in molte delle maggiori città e dei musei d’Europa e conosce Manzù, Sassu, Moore, Wotrube. Nel 1967 trascorre un anno all’Università della Moncloa a Madrid e l’anno successivo è a Parigi. Tornato in patria avvia, nel suo paese natale, l’importante esperienza artistica e sociale dei Murales, che trasformeranno San Sperate in autentico “Paese Museo”; nel 1973 si reca a Città del Messico collaborando con il muralista Alfaro Siqueiros.

Sin dal 1960 le opere di Sciola sono presenti nei principali contesti artistici internzionali: nel 1976 la Biennale di Venezia, nel 1984 la Rotonda di Besana e Piazza degli Affari a Milano; nel 1985 la Quadriennale di Roma e , fra l’86 e l’87, una grande mostra itinerante tocca le più importanti città della Germania.

Negli anni ’90 le sculture di Sciola sono esposte nel Parco del Castello di Ooidonk in Belgio, nel Palace Trianon di Versailles e nel Parco del Centro Kunst Project di Barndorf Bei Baden, presso Vienna. Nel 1996 nascono le Pietre sonore, esposte per la prima volta nel 1997 a Berchidda, in Sardegna. Nel 2000 sue opere sono sia all’Expò Internazionale di Hannover che all’Havana.

Nel 2002 il Müvészet-Malom Szentendre di Budapest dedica all’artista una grande mostra antologica e, agli inizi del 2003, Sciola inizia una collaborazione con l’architetto Renzo Piano, che sceglie una imponente Pietra sonora per la Città della Musica a Roma. Nell’estate dello stesso anno, l’artista espone una nuova serie di monumentali sculture sulla piazza della Basilica Inferiore di Assisi. Sempre nel 2003 è presente con le sue opere monumentali allo spazio Thetis di Venezia e nel 2004 inaugura una grande mostra personale in Lussemburgo. Nel 2006 nel contesto di Villa delle Rose viene realizzato “Impianto Sonoro Scolpito”, un percorso che propone all’arte e il suono delle Pietre sonore sotto forma di installazione interattiva. Nel 2008 Sciola ricopre con i “Semi della Pace” il sagrato della Basilica di San Francesco ad Assisi. Nel 2011 all’Istituto italiano di Cultura a Madrid inaugura l’esposizione “Città sonore”. Nel 2012 espone a Cagliari un “omaggio a Gaudì-NOSTONE” con le opere in ferro all’interno della Basilica di San Saturnino. L’11 luglio 2012 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina Pinuccio Sciola Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nell’aprile del 2013 le opere dello scultore arrivano all’Italian Center di Shanghai, la mostra: “La Verità dei Materiali” sarà visitabile fino al 2015. Nel 2014 Sciola è scenografo, presso il Teatro Lirico di Cagliari, dell’opera “Turandot “ di Giacomo Puccini. Sempre nel 2014 ritorna allo spazio Thetis di Venezia.

Sciola è presente oggi con le sue opere in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

 

In attesa di partecipare al percorso di sabato…

Sono felicissima di questo progetto, di aver contributo e rispolverato una storia bellissima, la storia di Sciola e del suo rapporto con Fiorano. Rammaricata per non averlo conosciuto ma consapevole dell’enorme fortuna di poterlo conoscere tramite le sue opere. Spero che Il giardino sonoro a San Sperate possa rientrare nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

Nei prossimi giorni restate sintonizzati sulla nostra pagina Facebook e sul nostro profilo Instagram, per gustarvi i meravigliosi lavori di Collettivo FX e Andrea Casciu.

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