Ridere per riflettere: così vinceremo la paura del diverso

Ridere per riflettere: così vinceremo la paura del diverso

Al teatro Michelangelo lo spettacolo 'Adamo e Deva' con Vito e Claudia Penoni: la nostra recensione

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All’inizio sono soltanto ‘semplici’ risate. Ma poi, a distanza di qualche ora, magari anche di un giorno, si trasformano in riflessioni: é questa la forza dello spettacolo ‘Adamo e Deva’ al teatro Michelangelo ieri sera, in replica anche stasera e domani alle 21 – è tutto già sold out, ma tornerà  a Maranello il 17 febbraio con biglietti acquistabili online e presso il Michelangelo.

Sul palco per dare vita alla commedia firmata da Francesco Freyrie e Andrea Zalone due grandi comici: Vito (all’anagrafe Stefano Bicocchi) e Claudia Penoni. Ovvero Adamo e Deva. Lui un notaio della Curia di Roma che gestisce lasciti e donazioni dei fedeli, lei una musulmana con valigia – “Oddio, una terrorista!” – che irrompe in casa sua mentre lui sta terminando di cucinare il maialino sardo per la cena ‘del porco’ del sabato sera con gli amici, tutti maschi ovviamente.

Comincia così una grande inevitabile battaglia tra culture a suon di battute taglienti e parecchio divertenti, da cui nessuno uscirà vincitore. Entrambi fondamentalisti sulla carta – lui cattolico, lei islamica -, man mano che si scontrano si scoprono soltanto deboli e insicuri, ben lontani entrambi da quella integrità morale di cui vorrebbero farsi portavoce.

Si ride molto, come dicevamo, ma si riflette anche: dove ci porteranno la paura del diverso e la tendenza a giudicare prima di conoscere? La lezione più importante di questa deliziosa commedia è proprio di non giudicare, se non si conosce. Che sia una donna con il chador e una valigia in mano o un uomo con il maialino appena sfornato tenuto tra le braccia come se fosse il suo bambino. Non giudicare, se non conosci. Te lo dice il buffone, l’unico che può prendere in giro il Re con la sua autorizzazione, colui che riesce a entrare nel cuore della gente con la precisione chirurgica di un sorriso.

Il primo atto finisce con un vero e proprio coup de théâtre, il secondo è una successione di sorprese e risate non stop. Il finale una tanto banale quanto sorprendente soluzione a tutti i problemi dei ‘fondamentalisti occidentali’.

E alla fine cosa resta di queste religioni, smontate delle loro più dure maschere? Resta l’umanità. Un valore da riscoprire.

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