Ma cosa c’è da ridere? – Il racconto fotografico di “Homo Ridens”

Ma cosa c’è da ridere? – Il racconto fotografico di “Homo Ridens”

Venerdì 6 dicembre la compagnia toscana Sotterraneo, Premio Ubu 2018, ha portato in scena a Trasparenze Stagione un'indagine sull'attitudine alla risata e i suoi meccanismi tragicomici.

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Nel riso rinunciamo alla funzione vitale del respiro, nel riso è la parte aggressiva di noi che ci fa digrignare i denti, nel riso è l’intrattenimento del potere ma anche la rivolta popolare.
Sappiamo che la coscienza di sé permette all’uomo di vedersi dall’esterno. Sappiamo che la coscienza di sé rende l’uomo consapevole della morte.

Venerdì 6 dicembre al Teatro dei Segni di Modena è andato in scena “Homo Ridens”, spettacolo del collettivo Sotterraneo con Daniele Bonaiuti, Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Filippo Paolasini.
Homo ridens è una performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi. Il progetto rivede e aggiorna i risultati delle proprie ricerche in ogni città e di conseguenza ne prende il nome. 
L’intento è quello d’indagare l’attitudine umana alla risata, misurandone i limiti e la complessità.

Ma cosa c’è da ridere? Il racconto fotografico di Elisa Magnoni.

Scrittura Daniele Villa;
Consulenza costumi Laura Dondoli, Sofia Vannini;
Produzione Sotterraneo in coproduzione con Armunia, Centrale Fies;
Col sostegno di Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità, Le Murate, Suc (Spazi Urbani Contemporanei)
In collaborazione con Santarcangelo 41.
Lo spettacolo è inserito nell’ambito di Progetto Sotterraneo, una retrospettiva promossa da Agorà Liberty Associazione e Ater Circuito Regionale dell’Emilia Romagna/Teatro Comunale Laura Betti, in collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Ateliersi, Trasparenze Stagione, Ravenna Teatro, Teatro Rasi e Associazione Scenario.

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