Il mondo ha bisogno di cavalieri

Il mondo ha bisogno di cavalieri

Il racconto di “Tutto fa Brodo”, lo spettacolo della compagnia belga Laika in scena al Teatro delle Passioni fino al 27 Ottobre.

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Qualche tempo fa vi abbiamo anticipato qualcosa sullo spettacolo Tutto fa brodo, grazie alla nostra neo nata rubrica A luci spente, in collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro e con gli allievi del corso Perfezionamento Dramaturg Internazionale, nell’ambito dell’operazione “Per un sistema internazionale: Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro” Rif. PA 2018-9877/RER, approvata con DGR 1208/2018 del 30/07/2018 e cofinanziata da Fondo Sociale Europeo, (Progetto 3). Oggi Lola, di cui vi abbiamo parlato in un articolo a lei dedicato che potete leggere qui e che successivamente ha deciso di diventare parte attiva di MoCu, ci porta il suo personale racconto dello spettacolo in scena grazie alla compagnia belga Laika al Teatro delle Passioni fino al 27 Ottobre.


Visto dagli occhi di una persona sensibile.

Entrare al Teatro delle Passioni è sempre emozionante: platea ridotta, ambiente caldo e non sai mai esattamente cosa aspettarti dallo spettacolo che da lì a pochi minuti inizierà. Non avevo mai visto il teatro completamente “aperto”, senza sipario: lo spazio è arioso, grande e consente all’occhio una percezione diversa.

photo credits: Serena Pea

Entrando c’è già in scena una delle attrici, assorta in una lettura travolgente, sdraiata a terra. Il ritmo è subito dinamico, le figure sul palco sono sempre tante e tutte diverse, per fisicità, sesso e ruoli. Come se ci trovassimo catapultati in una grande cucina, gli attori sono vestiti con divise da cuochi e gli elementi in scena sono ricavati da attrezzi del mestiere. Lo scoccare di cucchiai da minestra diventa il trotto dei cavalli, angurie elmetti, mestoli e scolapasta un’armatura, infine baguette spade da combattimento.

Il racconto gira intorno ad alcune delle più famose avventure di Don Chisciotte, cavaliere errante di Cervantes. Un cavaliere sognatore, sempre in cerca di sfide per potersi riscattare e conquistare la sua bella Dulcinea del Toboso. Lo spettacolo è diviso in atti dove a rotazione Don Chisciotte viene interpretato dai vari attori che ne danno una propria particolare interpretazione. Una rappresentazione piena di verità attuali ma anche di tanta ironia. Narrazioni divertenti e mai banali compongono una performance che tiene attivi tutti i sensi dall’inizio alla fine in un’atmosfera che ti mette a tuo agio anche in mezzo a sconosciuti. La compagnia dona calore e vuole trasmettere valori importantissimi, come la condivisione e convivialità, vedendo il diverso come elemento stimolante e positivo. E sono proprio questi i valori che dovrebbe avere un cavaliere moderno.

La scelta di Don Chisciotte come protagonista mi sembra perfetta nel contesto della società attuale, perché dovrebbe essere un po’ più sognatrice, farsi trasportare dalle emozioni e seguire il cuore proprio come fa lui ogni volta che intraprende una nuova avventura. Quando gli attori chiamano il pubblico ad accomodarsi sul palco per essere poi serviti si è tutti sullo stesso piano, ci si amalgama, ci si rispetta ed esce un’energia quasi palpabile. L’energia che si crea è come il brodo, un mix di elementi di forme e colori diversi che va a creare un’unica cosa che racchiude tutto.

Qual è il modo migliore di socializzare se non sedersi ad un tavolo e condividere un pasto?! Un’esperienza tutta da assaggiare!

photo credits: Serena Pea

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