Un laboratorio grafico, una stamperia d’arte, un luogo pieno di memorie nel quale Roberto Gatti, fondatore del Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, mi ha accolta raccontando la storia del suo lavoro e, in parte, anche della città di Modena.

Un punto di incontro in quella che una volta era la periferia della città, vicino a due passaggi a livello della ferrovia che scandiscono le ore con i loro campanelli stonati; un punto d’incontro di artisti, che si fingono amici, tutti gelosi gli uni degli altri, tenendo d’occhio i Gatti, che non si impegnino di più su un lavoro dei colleghi che sul proprio.

Graziano Pompili

Laboratorio d’Arte Grafica di Modena – Interno del laboratorio

Il racconto inizia dalla formazione di Roberto Gatti all’istituto d’arte, una strada scelta grazie alla passione per il disegno e per il mondo artistico in generale; ma non è qui che scopre l’incisione.

Alla fine della scuola, per una serie di conoscenze, entra in contatto con un piccolo laboratorio di incisione, “Il Torchio Modenese”. Siamo negli anni ‘70, Roberto entra in bottega con poche aspettative, ma scopre un mondo.

Vidi queste persone che si sporcavano le mani inchiostrando le lastre, era un luogo nel quale si incontravano gli artisti e nel quale le loro idee trovavano forma.

Dopo un anno decide, insieme ad un amico, di buttarsi e aprire una propria stamperia. Un progetto ambizioso al quale si accostavano “senza avere, in realtà, le competenze sufficienti”, ma spinti da una grandissima passione. La possibilità di incontrare artisti differenti con i quali poter creare progetti interessanti è stata la molla che ha fatto scattare la voglia di provarci.

La “Stamperia d’Arte Il Cerchio” nasce nel 1979 in via Dei Servi e apre presentando una cartella di opere di cinque artisti molto conosciuti a Modena: Enzo Trevisi, Alberto Cavallari, Vittorio Magelli, Tino Pelloni e Carlo Spattini.

Con il tempo Roberto inizia a capire che questo mestiere ha radici che scavano in profondità nella storia e conosce alcuni personaggi che lo aiutano a prendere la strada giusta per la sua attività. L’incontro con persone come Maria Luigia Guaita della “Stamperia Il Bisonte” di Firenze, Piergiorgio Spallacci delle “Edizioni La Pergola” di Pesaro o Franco Sciardelli a Milano segna la sua storia.

Laboratorio Arte Grafica Modena Roberto Gatti MoCu Cultura
Laboratorio d’Arte Grafica di Modena – Interno del laboratorio

Nel 1982 decide di sospendere l’attività della stamperia. Con la tranquillità data da un lavoro a mezza giornata come grafico, riesce a creare un piccolo studio nella cantina di casa sua, con un torchio e tutti i materiali dedicati alla stampa.

Molti degli artisti con i quali collaborava lo hanno seguito in questa esperienza, iniziando un vero e proprio lavoro di apprendimento. In particolare Wainer Vaccari, fu una delle personalità che accompagnarono maggiormente Roberto su questa strada, fino all’apertura del Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, che vediamo oggi in via Verona.

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Mimmo Paladino all’interno del Laboratorio d’Arte Grafica di Modena

Perché un artista che decide di voler fare una stampa si dovrebbe rivolgere ad una stamperia invece che creare il proprio prodotto artistico in autonomia?

L’incisione, come noi la ricordiamo, nella tradizione storica di personaggi come Durer, Rembrandt, Goya, era relativamente semplice: se tu sei un abilissimo disegnatore puoi diventare un bravo incisore. L’artista è certamente in grado di farlo.

Con il passare del tempo però le stampe si sono modificate insieme alle pratiche artistiche, diventando sempre più complicate, con più colori, con dei formati sempre più grandi; naturalmente tutto questo comporta una conoscenza tecnica che l’artista non ha, come può non conoscere la tecnica più opportuna per la creazione di quel lavoro.

Esistono due categorie: gli artisti che fanno pittura e che, nel momento in cui fanno grafica, vogliono imitare la tecnica pittorica; e gli artisti che sviluppano un interesse particolare per l’incisione, creando un linguaggio dedicato: in questo caso la grafica non è solo un mezzo per riprodurre un’opera ma, nasce da un’esigenza estetica e artistica unica.

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Mimmo Paladino. Opera esposta alla mostra in occasione dei 40 anni di attività presso il Palazzo dei Principi di Correggio

Questo è un lavoro che si fonda sulla collaborazione tra il laboratorio e l’artista.

Alcuni artisti affidano a noi, in maniera totale, la realizzazione delle lastre. Questo perché con il tempo si instaura un rapporto di condivisione e conoscenza artistica che ti permette in qualche modo anche di sostituirti a loro.

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Andrea Chiesi

 

Quello della riproduzione è un tema molto controverso: l’importante, quindi, è solo la firma?

La grafica ha avuto un grande picco dagli anni ‘60 agli anni ‘80 perché si cominciò a cercare di rendere accessibile a tutti l’arte e questo era il mezzo con il quale questo auspicio poteva realizzarsi.

Questo ha portato ad un’esplosione del mercato che ha prodotto molte cose, ma molto male. 

Molte stamperie riproducevano (e lo fanno tutt’oggi) il lavoro semplicemente fotografandolo e realizzando delle lastre per la stampa. Venivano fatte firmare dall’artista e tutto andava bene. Quello che noi abbiamo fatto, da sempre, è rifiutare questa modalità.

Non è vero che l’importante è solo la firma, ma la qualità del manufatto che l’artista firma. Noi rifacciamo il lavoro dell’artista, esattamente come lui lo avrebbe fatto.

Sostituirti all’artista non significa riprodurre quel lavoro in maniera meccanica o fotografica. Quando noi lavoriamo su un progetto, dobbiamo operare cercando di riportare, a lavoro finito, quella sensibilità, quella apparenza e quell’emozione che ricevi guardando il bozzetto. Non è copiare in maniera ossessiva il tratto o il colore esatto.

Per questo, quando si acquista un’opera grafica originale, si acquista una cosa unica, mentre se acquisti una riproduzione di un’opera, acquisti una riproduzione fotografica.

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Laboratorio d’Arte Grafica di Modena – Interno del laboratorio

 

Qual è il tuo rapporto con la città di Modena?

Questa stamperia si chiama “di Modena” perché ho voluto mettere la mia città, che io amo, al primo posto, ricercando, in primo luogo, un rapporto con gli artisti modenesi. Questo è un laboratorio dove viene dato un servizio a chi ha bisogno di fare delle stampe, dall’artista importante allo studente dell’accademia, fino alla signora che vuole stampare dei disegni fatti in gioventù.

Io sono di questa città e ho un archivio ricchissimo con il quale si potrebbe fare una mostra straordinaria a partire dagli anni 30 fino ad oggi, ma Modena sembra sorda ad ogni mia proposta.

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Laboratorio d’Arte Grafica di Modena – Interno del laboratorio

 

È per questo che hai deciso di aprire la galleria Arte su Carte?

Il laboratorio ha sempre fatto mostre, fin dal primo giorno, pensando anche alla diffusione, non solo alla stampa. Le mostre venivano fatte all’interno del laboratorio.

Poi nel 2009 c’è stata questa possibilità: presi in affitto uno spazio adiacente al laboratorio per sei mesi creando 12 mostre di artisti che hanno collaborato con noi. Ha funzionato bene.

Perciò ho pensato di mantenere questa attività. Oggi la galleria Arte su Carte è una struttura complementare all’attività del laboratorio, e in questi 10 anni abbiamo esposto numerosi artisti di altissimo livello: Mimmo Paladino, Giuliano Della Casa, Joe Tilson, Fausto Melotti, Carlo Cremaschi, Assadour, Jim Dine e tanti altri.

Una delle ultime mostre fatte è stata quella di Sandro Martini, una mostra di disegni, accompagnata da un libro d’artista e una grande stampa, per mantenere sempre il legame con il laboratorio.

Laboratorio Arte Grafica Modena Roberto Gatti MoCu Cultura
Arte su Carte. Galleria d’arte adiacente al laboratorio

Il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena è un luogo nato dalla passione per l’arte e dall’amore per il lavoro della stamperia.

Il futuro del laboratorio, come racconta Roberto Gatti, è quello di avviarsi alla fine del suo ciclo o di trovare nuove forze giovani che condividano la stessa sensibilità e lo stesso amore per questo lavoro, in modo da non lasciar svanire un pezzo di storia della nostra città.