Al₂O₃

Al₂O₃

Dal 18 maggio al 9 giugno, Alice Padovani e Alessandro Formigoni a Gate 26A

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In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Tutti gli oggetti che ci circondano, dai più piccoli ai più grandi, dai più vicini ai più lontani hanno una caratteristica in comune: sono fatti della materia.

Fin dagli inizi della storia, l’uomo si è sempre domandato e ha cercato di capire di che cosa fosse fatta la materia, ma solo due secoli fa i chimici sono riusciti a dimostrare, attraverso esperimenti di laboratorio, che la materia ordinaria è formata dall’aggregazione di un numero enorme di particelle elementari. Gli antichi pensavano che il principio di tutte le cose terrene fossero quattro elementi: fuoco, aria, acqua e terra.

AL203 è materia.
Materia solida.
Materia liquida.
Materia variabile.

 

Sabato 18 Maggio alle 18 presso Gate 26A, in via Carteria 26a, inaugura Al₂O₃ di Alice Padovani e Alessandro Formigoni.

Attraversando differenti tecniche, materiali e linguaggi espressivi, la ricerca di Alice Padovani (che per MoCu aveva realizzato anche la copertina del numero 7) trae origine dagli archetipi di meraviglia e repulsione. Con uno spirito classificatorio simile a quello neo-settecentesco, essa unisce alla spontaneità dell’impulso creativo, il rigore del metodo scientifico. Nell’opera Volcan , parte della serie Fracture, l’elemento animale è sospeso in un attimo eterno, trattenuto e spillato assieme a una moltitudine di frammenti in ceramica di origine diversa, nel tentativo di instaurare un equilibrio tra l’effimero del corpo organico e la solidità della forma inorganica.

La pala d’altare presentata al pubblico, esito di un lavoro maniacale e perfezione unica, muove nell’idea di poter ricomporre qualcosa di rotto e ristabilire ordine nel caos; dove la rottura non viene nascosta, ma sublimata cercando di ricomporre in una nuova forma frammenti lontani (storicamente) e apparentemente eterogenei. Il coleottero al centro dell’opera, una Chrysina resplendens trovata nel 1980 alle pendici del Vulcano Barù a Panama, porta con sé l’essenza primordiale e viva della terra.

Come un prolungamento fisico del proprio corpo, l’opera di Alice Padovani si dona per rigenerarsi creando l’enviroment di Alessandro Formigoni (qui tutte le volte che ne abbiamo parlato su MoCu).

La ricerca d’armonia in due soggetti, o due momenti dello stesso soggetto, che operano nel mondo attraverso modalità differenti: quella della volontà, agire, e quella della resa: essere agito.

In entrambi i casi l’individuo genera qualcosa, e non potrebbe essere altrimenti. Nella propria condizione dell’essere vivo, egli modifica il mondo attraverso le sue azioni dettate dal bisogno, dal desiderio e dal suo “fuggir la morte”, in un rapporto unilaterale con l’oggetto (ho sete: bevo, e quindi distruggo, l’acqua) nel quale i vettori della sua volontà sul mondo sono rami secchi in quanto divenuti solo strumenti.

Nella condizione successiva alla vita egli, attraverso la decomposizione biologica, contribuisce a generare nuova vita e nuove forme, in un rapporto passivo col mondo, di donazione/saccheggio della propria materia, egli rimette in circolo sé stesso in un sistema più grande, che lo vede restituirsi ad esso, quindi nuovamente generando, germogliando.

 

 

   Alice Padovani   

Nasce a Modena, dove vive e lavora, nel 1979.
Laureata in Filosofia e in Arti Visive all’Università di Bologna, dalla metà degli anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Parallelamente, preferendo l’utilizzo del disegno, dell’installazione e della performance, sviluppa il proprio percorso di artista visiva che la porta ad esporre in mostre personali, collettive e fiere d’arte a carattere nazionale e internazionale, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. I suoi lavori fanno parte di alcune importanti collezioni a Roma, Parigi e Londra.

 

Alessandro Formigoni

Designer, illustratore, scultore, musicista, Alessandro Formigoni vive e lavora a Modena. Attualmente opera all’interno di OM, studio professionale, laboratorio progettuale e spazio espositivo dedito alla promozione artistica e culturale. La sua recente produzione artistica è frutto della ricerca sulla materia ceramica, per indagare la condizione psichica ed emotiva dell’individuo, attraverso la metafora, il simbolo e la “scultura automatica”.

 

Ricapitolando:

Al₂O₃
Alice Padovani | Alessandro Formigoni
Modena, GATE 26A, via Carteria 26a
18 maggio – 9 giugno 2019

Inaugurazione 18 maggio ore 18.

Orari
Sabato e domenica 16.00-20.00
Tutti gli altri giorni su appuntamento.

Per info e approfondimenti vi rimandiamo all’evento facebook.

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