Her Skin ci racconta il suo album d’esordio Find a Place to Sleep

Her Skin ci racconta il suo album d’esordio Find a Place to Sleep

Find a Place to Sleep è nato di petto e parla di tutto quello che mi è successo negli ultimi anni, è una sorta di ricerca di “un posto in cui dormire”, appunto di un’identità

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Esce proprio oggi per Wwnbb Collective il disco di esordio della modenese Sara Ammendolia in arte Her Skin. Aveva pubblicato due EP con Tempura Dischi, Goodbyes and Endings e Head Above the Deep, entrambi molto essenziali nelle sonorità ma molto pungenti, con canzoni che arrivano al cuore. Sarà così anche il nuovo disco? Noi di MoCu l’abbiamo conosciuta un anno fa dopo il suo tour in solo per l’Italia (qui il precedente articolo) e la rincontriamo oggi per riaggiornarci sulle novità e sui progetti per il futuro.

Nella scorsa intervista ci raccontavi del tour in Italia da cui eri appena tornata, in cui suonavi l’EP Head Above the Deep, hai continuato anche dopo il nostro incontro? Cosa ci racconti di questi parecchi mesi?
Dal tour in Sicilia non ho più smesso di suonare, quello è stato solo l’inizio, pazzesco.
Ho viaggiato tanto, conosciuto persone nuove e imparato molte cose, soprattutto che suonare è quello che amo fare di più. Con quel tour ho raccolto complessivamente 110 live in tutta Italia, di cui mi sento orgogliosissima!

Dopo Head Above The Deep (Tempura Dischi, ndr) torni con un disco nuovo, Find a Place To Sleep, sicuramente più sofisticato: qual è stato l’approccio a questo nuovo lavoro e come è stato lavorare con altri musicisti?
L’esperienza in studio mi è piaciuta molto, è forse la parte che preferisco della preparazione di un disco (ride).
È stato bello potermi confrontare con musicisti che ammiro e che hanno capito al volo come avrei voluto che suonasse il disco. Find a Place to Sleep è nato di petto e parla di tutto quello che mi è successo negli ultimi anni, è una sorta di ricerca di “un posto in cui dormire”, appunto, di un’identità. Penso di aver raggiunto il mio obiettivo.

10 brani collegati da un inconfondibile atmosfera folk nostalgica, ma ora si sente un banjo, ora una chitarra in reverse. Cosa ti ha portata a scegliere queste sonorità?
In realtà è venuto tutto molto naturale.
Di base tutti i pezzi nascono dalla chitarra e dalla linea vocale, tutto il resto si è costruito attorno. Con Davide Chiari abbiamo registrato tutto in analogico nello studio di Riserva Indiana tenendo quasi sempre le primissime take. Volevamo che suonasse spontaneo e secondo me ci è riuscito bene. Poi conoscevo già Daniele Rossi che suona il banjo e il violoncello e in alcuni pezzi mi sembrava proprio di sentirli. Lui è venuto in studio, ha ascoltato il disco e in un pomeriggio ha arrangiato e suonato tutte le sue parti.

A precedere questa uscita ci sono stati due singoli giusto?
Sì il primo pubblicato è stato Prickly Pear, una canzone che parla della Sicilia e dei momenti passati in quella terra bellissima, che ho scoperto proprio grazie allo scorso tour. Qui ho aggiunto un poco di spensieratezza pur restando sui temi di cui parlo nelle mie canzoni. La seconda uscita è stata Cut Out the Flowers, una canzone già presente nello scorso ep e con cui ho vinto il Premio Daolio 2017 la scorsa estate. L’ho riarrangiata insieme a Davide per poterla inserire in questo album.

Il disco esce per wwnbb Collective, cosa vi ha portato a collaborare?
Io conoscevo già Wwnbb. Mi piace il modo in cui lavorano e gli artisti che producono. Una volta registrato il disco mi è venuto spontaneo contattarli e la risposta è stata positiva. Non potrei essere più contenta!

L’anno scorso ci raccontavi di essere andata in tour da sola fino in Sicilia con la tua macchina, anche questa volta sarà così?
Per alcuni concerti suoneranno con me Davide (chitarra e percussioni) e Daniele (banjo e violoncello) che hanno suonato anche nel disco appunto. In molte occasioni però credo che suonerò ancora da sola. Non mi sento ancora pronta ad abbandonare del tutto questa dimensione.

Quali sono le tue aspettative e i tuoi obiettivi con questo disco?
Di aspettative non ne ho, però so che vorrei continuare a suonare come ho fatto fin’ora, vorrei continuare a viaggiare e spero che questo disco arrivi al cuore di quante più persone possibile. Il mio grande sogno resta quello di poter suonare anche all’estero.

Il tuo disco è perfetto per i viaggi in auto, ma se il viaggio dovesse durare più di mezz’ora, cosa ci consiglieresti di ascoltare?
Di sicuro This Old Dog di Mac Demarco, proprio tutto il disco. Poi qualsiasi canzone dei Varsity o dei Beach Fossils.

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