Nel mondo della Chocobo Band, dove Final Fantasy diventa realtà

Nel mondo della Chocobo Band, dove Final Fantasy diventa realtà

Il gruppo modenese ospite anche al Lucca Comics

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Da Modena al Lucca Comics a suon di colonne sonore dei videogiochi: quella che vi raccontiamo è la storia della Chocobo Band, formazione tutta modenese che punta a riproporre i brani dei The Black Mages, il gruppo progressive metal giapponese creato da Nobuo Uematsu che rielabora in maniera aggressiva e unica i pezzi più belli presi dalle colonne sonore di Final Fantasy. I Chocobo Band propongono uno spettacolo che ripercorre tutti i momenti più emozionanti degli episodi della leggendaria saga videoludica con la carica e la partecipazione emotiva che solo dei veri appassionati possono avere. Quest’anno la grande occasione: quattro giorni come ospiti a Locca Comics. Abbiamo incontrato Gabriele ‘Gafo’ Lei, basso elettrico, per farci raccontare qualcosa di più su questa band tutta da scoprire.

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Cos’è la Chocobo Band? Chi sono e cosa fanno i componenti della band? Come vi siete incontrati su un progetto così particolare?
“L’idea della Chocobo Band è nata nel 2007, quando io (basso elettrico) insieme a Mike Pelillo (chitarra/voce), e Riccardo Barbieri (tastiere), musicisti e appassionati della saga di Final Fantasy, abbiamo assistito a Firenze all’unico concerto orchestrale di Nobuo Uematsu (compositore delle colonne sonore del video game) mai presentato in Italia fino ad allora.
 Quasi per scherzo, ipotizzammo una band-tributo alle musiche del compositore giapponese. Tre anni dopo quell’idea ha trovato le giuste condizioni e il tempo per diventare realtà: a noi tre si sono uniti Alessandro Lugari (batteria), Giacomo Ferrari (tastiere), Salvatore “Zap” Zappalà (chitarra) e la giovanissima Beatrice Bini (voce). Il fatto di essere tutti musicisti di Modena e fin dall’inizio tutti amici è stato senza dubbio un valore aggiunto del gruppo dal primo giorno”.

Il mondo legato ai videogiochi vi apparteneva già da prima o questo progetto vi ci ha trascinato dentro?
“Come detto anche prima, i videogiochi e le rispettive musiche sono stati una componente fondamentale della nascita della band. I nostri show sono indirizzati principalmente ad un pubblico amante dei videogame, in particolare Final Fantasy, ma show dopo show abbiamo notato sempre più gente che il nome Final Fantasy non l’aveva nemmeno mai sentito nominare, e questo non può che farci piacere”.

Cosa vi affascina in particolare di questo mondo? Com’è il pubblico durante i vostri concerti? Quanto interagisce con voi?
“Tutti i membri della band hanno o hanno avuto situazioni ed esperienze molto diverse rispetto all’ambito proposto dalla Chocobo Band.
 Per tutti ci sono state situazioni che sono venute alla luce solo dopo avere portato live lo show che fino a prima non conoscevamo, sia del mondo dei fans che del mondo delle fiere di settore (videogames, anime, fumetti, etc…). 
Il calore, la partecipazione e l’amicizia dei fans sono le maggiori ragioni che ci spingono prima e dopo ogni concerto a dare del nostro meglio e a proporre sempre qualcosa di diverso. 
L’interazione col pubblico durante il live è sempre molto attiva, ma la cosa bella è che sempre più spesso lo è anche dopo. 
All’ultimo Mantova Comics al quale siamo stati ospiti ci è capitato che dopo il live un signore di mezz’età ci abbia raccontato di come si sia emozionato ascoltandoci e tornando con i ricordi a quando lui e suo figlio giocavano insieme alla Play Station. Io stesso ho dei bellissimi ricordi di quando giocavo con mio fratello e facevamo a turno per finire insieme Final Fantasy X. Bei tempi… il bello di questa tipologia di musica (videogiochi/cartoni animati/anime) è che esula dal tempo, dal luogo e dallo spazio. Ognuno di noi porta dentro dei ricordi legati a delle emozioni a loro volta legate alla musica. Il nostro ruolo come musicisti è fare del nostro meglio per fare riprovare queste emozioni almeno una volta”.

State raggiungendo una piccola-grande fama nell’ambito fiere ed eventi a tema cosplay/fumetti/videogiochi. Cos’è che porta sempre più pubblico ai vostri concerti?
“Questa è una domanda tosta.  Il nostro pubblico penso debba avere sempre voglia della novità che non ha mai sentito dal vivo, dei suoi pezzi preferiti.
 Per questo motivo è da un po’ di tempo che abbiamo creato una versione acustica dello spettacolo e stiamo arricchendo brani un po’ meno famosi con testi originali scritti da noi.
 Nei mesi invernali dell’anno scorso ci siamo chiusi in saletta per riadattare in versione jazz, blues, bossanova, balcanica, waltz etc… brani che fino a quel momento non erano mai stati rivisitati”.

Quest’anno siete stati ospiti di Lucca Comics per diversi giorni, come è stata l’esperienza? Cosa vi ha più colpito?
“In una parola INCREDIBILE. 
E’ da quando abbiamo formato la band che abbiamo lavorato per avere una sola possibilità di poter suonare a Lucca. 
Quest’anno ci hanno ospitato per 4 date consecutive, vi lascio immaginare come possiamo avere reagito alla notizia della conferma.
Quello che ci ha colpito maggiormente è stato il calore del pubblico man mano che imparavano a conoscerci. Ci sono state persone che non conoscevamo e organizzatori che sono venuti a vederci anche tutti e quattro i giorni. Per noi è stato il massimo sia dal punto di vista artistico che umano”.

Progetti per il futuro? evoluzioni?
“Quello che stiamo cercando di fare è portare il nostro spettacolo in zone dove il pubblico non ci conosce ancora, per mettere alla prova il progetto. Il nostro scopo, oltre a quello di divertirci, è sempre quello di lasciare chi ci ascolta emozionato, sorpreso, felice, nel sentire suonate dal vivo le canzoni di uno dei suoi videogiochi preferiti”.

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