Game of Modnes

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Episodio 1

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Tanto tempo fa, in un mondo lontano lontano (anche se non poi così tanto), esisteva una terra rigogliosa, sfortunata e bellissima: Modeneros.
Martoriata da cataclismi e guerre intestine, ma ricca di grazia, gusto e cultura, si narra fosse dimora di nobili eroi e superbi uomini d’ingegno. Un unico territorio, geograficamente rettangolare ed obliquo, delimitato a nord dal Grande Fiume, ad est e ad ovest dai torrenti Panaros e Secchia del Drago; a sud, era chiuso da un’enorme catena montuosa, chiamata la Barriera Appenninica, che lo separava dalle terre meridionali.
Le città più ricche erano, nella parte nordica, Meerandol, Alto Carpino e Castelfranchito, mentre il sud ruotava attorno a Braavossuolo, Serra dell’Aquila e Vignolantis.

Prospetto esteriore della città di Modena - Rara incisione a bulino di Guglielmo Silvestri pubblicata a Parma nel 1790

Prospetto esteriore della città di Modena – Rara incisione a bulino di Guglielmo Silvestri pubblicata a Parma nel 1790

Al centro del regno, si ergeva la capitale, Brodo del Re.
Elegante e disordinata, fortemente conservatrice e fiera del proprio retaggio, aveva il suo cuore nella Ghirlandella, l’imponente torre-fortezza, posta al centro del paese e sede del governo.
Era una società feudale, di dame e cortigiani, vassalli e valvassori, retta da alcuni cavalieri, eredi delle casate storiche, che si contendevano il potere, spesso combattendosi, a volte (poche) alleandosi.
Il monarca dell’Era del Salame (uno dei periodi di maggior splendore di Modeneros, a detta degli esperti), salito in carica dopo il defenestramento del predecessore, Giorgias Pyghell, era Jean Carloberyn Muzzartell.
Intorno a lui, nel frattempo, altri nobiluomini, come Dan Sittark e Sir Andrew Landister, nell’ombra, bramavano il suo trono.

… an l’è ménga finida chè…

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